Gustavo Bontadini ha scritto che la vita può disinteressarsi della filosofia se è la filosofia, per prima, a disinteressarsi della vita. Cerco di non dimenticare questo monito, coltivando un legame stretto tra riflessione e concretezza.

La filosofia, in fondo, è anzitutto una sosta: un fermarsi necessario nel mezzo della corsa frenetica che segna il nostro quotidiano. Un momento per fare il punto, per chiederci dove stiamo andando e, soprattutto, perché.
Poi però si riparte. Si torna a correre, cioè a vivere. Ma se la filosofia ha fatto bene il suo lavoro, quel vivere sarà più consapevole e, forse, anche più fecondo.

 


Inclusione, equità, agonismo: sono questi i valori fondamentali dello sport che, oggi più che mai, sembrano entrare in conflitto. Inserendo i più recenti fatti di cronaca all'interno di un più articolata ricostruzione dello sport moderno, (S)confini affronta uno dei dibattiti più complessi e controversi: la partecipazione delle atlete intersex e transgender alle competizioni femminili.


Umani, ancora. Una risposta alla sfida post umana

C’è una domanda antica che torna a farsi urgente nel nostro tempo, gravido di promesse tecnologiche e incertezze antropologiche: cosa significa, davvero, essere umani? Non nel senso biologico – in questo campo la scienza fa il suo lavoro con crescente precisione – ma nel senso esistenziale, culturale, filosofico. È la domanda al cuore del recente documento della Commissione Teologica Internazionale, intitolato Quo vadis, humanitas? Un titolo interrogativo, non assertivo; scelta già di per sé indicativa.






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Ultimo aggiornamento del sito:

24 marzo 2026